Confezionare un piatto con la frutta può essere una terribile trappola. Non tutti sono in grado di accettare queste sensazioni in quanto, alla maggior parte dei palati, risultano nuove se presentate in preparazioni differenti dal consueto. Ho voluto rischiare presentando un primo piatto differente preso un po' dall'oriente, un po' da altre abitudini alimentari europee, un po' dalla mia mente e dal mio personalissimo gusto. La vena creativa, che a volte è un'arteria altre un capillare, faceva i capricci. Mi martellava insistentemente da alcuni giorni innescando una certa voglia di avventura. "Chi non risica non rosica… Chi non risica non rosica … Chi non… E BASTAAAA!!!" Mi sono dato uno schiaffo (morale) per riprendere le mie attività cerebrali, si fa per dire, e ho dedicato del tempo alla riflessione. Spengo le luci, apro le finestre, mi sdraio sul divano e lascio che la brezza serale mi coccoli un po'. La mia memoria rivisita i luoghi, i piatti, i vini, la gente conosciuta in passato e si sofferma in un periodo durante il quale facevo l'allevatore di cani e giravo l'Italia alla ricerca di una mia collocazione nella società, in verità esploravo il mondo. Estremo Nord italiano, confine con il Canton Ticino, agriturismo il Cavallino Bianco, piatto particolare che rapisce la mia attenzione, risotto ai frutti di bosco. Fino a quel momento non credevo si potessero confezionare piatti con frutta come ingrediente coprotagonista, ma mi riferisco a tempi lontani, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Dovevo assolutamente personalizzare e fare un piatto con frutta di stagione, la scelta ricade sulle fragole. Mi rendo conto che esistono migliaia di varietà di riso e ne conosciamo solo alcune, quindi attingo dal sapere altrui una varietà particolarissima non conosciuta dai molti. Riesco a procurare il Venere, un riso nero frutto d'incroci con una varietà filippina, creato e prodotto in Italia esattamente in Piemonte (almeno quello acquistato da me). In verità questo tipo di riso nero è presente in Cina da secoli ed esclusivo delle tavole dei nobili perché molto raro e poco produttivo quindi molto costoso. È croccante, è integrale, è particolarissimo sia per il suo aspetto coreografico sia per le sue fragranze. Il piatto era già stabilito in precedenza, l'avevo programmato come da immagine. Durante il confezionamento della salsa mi accorgo che manca qualcosa al palato. Non riuscivo ad attenuare in alcun modo la sensazione acidula, troppo forte, delle fragole. Burro, sale, zucchero, spezie. Se avessi esagerato con anche un solo ingrediente, avrei rovinato la salsa irrimediabilmente. Non mi agito, anzi cerco di inventare con cognizione. Inizio mentalmente ad associare gusti e sapori con quello che mi si presentava al palato, spezie, formaggi, panna, e ingrediente tra i più svariati, ma il colpo di cannone arriva con una pianta erbacea fortemente aromatica. Mando il mio "fattorino" a comprare una pianta intera con tanto di vaso. Stacco una foglia, la sciacquo sotto un filo di acqua e la asciugo delicatamente con carta assorbente. Ne stacco un lembo e l'appoggio su un piccolo quantitativo di salsa raccolta con un cucchiaino. Assaggio e… magia. Il miracolo è avvenuto. Il gusto fresco della menta attenuava quello acidulo della fragola, arricchendo la salsa di una nuova sensazione. Cuocio il riso per 45 minuti in acqua salata, lo scolo, lo modello e guarnisco il piatto in modo che al commensale spetti il compito di amalgamare il tutto e voilà. Il piatto è pronto. Essendo una preparazione particolare induco a scoprire i vari sapori e gusti, lentamente, uno per uno. Prima il riso, poi la salsa e infine tutto assieme. I complimenti arrivano con la menta fresca che, a dire dei degustatori, è stata la pennellata finale dell'artista. Abbino al piatto un Alcamo doc. Bianco, fruttato più in bocca che al naso, secco, acidulo (fresco), abbastanza caldo (alcolico). A mio dire il vino doveva essere più fruttato e meno acidulo, ma si sa, gli esperimenti culinari sono soggetti a miglioramenti, comunque ugualmente apprezzato. Dimenticavo... Buon Appetito!
Ciao Vanvi, piacere di conoscerti, sono arrivata fin qui dal commento che hai lasciato nella mia versione del risotto alle fragole. La tua è molto particolare e alquanto interessante. Prometto di cercare il Venere e fare una prova.. ti farò sapere il risultato. Grazie. Ah, dimenticavo...... catturata!! =_^ Buon weekend. Cri
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Sono un cuoco e prima di diventarlo ero una buona forchetta. La mia curiosità e passione mi hanno portato a cercare di migliorarmi in questo settore e non ho smesso più. Commis di cucina da corso regionale "Sicilia". Secondo diploma statale alberghiero settore ristorazione (tecnico della ristorazione). Socio ed ex corsista AIS (associazione italiana sommeliers). Dopo anni di lavoro e studio mi trovo laureato in "Scienze dell'Enogastronomia Mediterranea e Salute" presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Messina. Il dipartimento di riferimento è però "Chimica degli alimenti e dell'ambiente" presso il plesso di Scienze. Conoscenza e sudore è la linea politica della loggia dei gastronomi a cui appartengo.
Che abbinamento sfizioso!
RispondiEliminaCiao Vanvi, piacere di conoscerti, sono arrivata fin qui dal commento che hai lasciato nella mia versione del risotto alle fragole. La tua è molto particolare e alquanto interessante. Prometto di cercare il Venere e fare una prova.. ti farò sapere il risultato. Grazie. Ah, dimenticavo...... catturata!! =_^
RispondiEliminaBuon weekend. Cri
Grazie e auguro un "buon fine settimana" anche a te.
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