Capitolo II
Les très riches heures du Duc de Berry 1413-16 circa - miniatura dei fratelli Limbourg Musée Condé di Chantilly |
Il modello della cucina cortese.
I piaceri della vita
Les très riches heures du Duc de Berry 1413-16 circa - miniatura dei fratelli Limbourg Musée Condé di Chantilly |

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| Focaccia alla capricciosa |
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| Focaccia tradizionale alla messinese per vedere la ricetta clicca Qui |
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| Tavoletta mesopotamica con la caratteristica scrittura cuneiforme |
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| Tavola raffigurante un mandarino cinese |
Grazie a molti testi letterari diverse ricette e descrizioni di mense ci sono pervenute, soprattutto dalla Magna Grecia, informandoci sulle abitudini degli antichi Greci e di tutti i popoli del mediterraneo dal IV secolo a. C.. Archestrato di Gela ha lasciato alcune ricette di pesce cotto al forno all'uso siciliano, sulla brace, fritto e bollito. Per friggere e soprattutto per condire si usava l'olio d'oliva oltre che all'aceto, sale, erbe aromatiche e formaggi. Le cotture, brevi e semplici, ci fanno pensare ad una cucina sana e saporita indirizzata all'eccellenza territoriale, simile a quella tradizionale dell'Italia meridionale.
Apicio, intorno alla metà del I secolo d.C., scrive il "De Re Coquinaria", ampliata in intorno al IV secolo, descrivendo minuziosamente la grande enogastronomia romana del periodo imperiale. Piatti di animali provenienti da Africa, Europa, Medio ed Estremo Oriente come gru, beccafichi, colombi selvatici, struzzi, fenicotteri e pappagalli erano presentati nei menù dei patrizi romani. Amanti dei prodotti tipici, i Romani si rifornivano di rombi a Ravenna e ad Ancona, triglie in Spagna, spigole in Turchia, tartufi in Marocco, spezie in India e molti altri prodotti da altrettanti luoghi. Nel periodo Imperiale la frugalità della cucina repubblicana era ormai divenuta un lontano ricordo. I condimenti usati erano il "defritum", mosto cotto antenato del nostro aceto balsamico e il liquamen o "garum", salsa preparata con pesci e interiora degli stessi macerati sotto sale, oltre a diverse salse legate con farina. Piatti di pasta, lagane simili alle lasagne moderne, insaccati (lucaniche), crostoni di fegatini, piatti di cervella appena scottate, polli preparati in diverse maniere, lepri ripiene, ovini cotti nei più svariati modi, maialini in porchetta, pesci rari, ostriche e frutti di mare imbandivano le tavole dei triclini, e il tutto era innaffiato con vini più o meno aromatizzati. La spezia più usata era il pepe, molto più raro lo zenzero, mentre lo zafferano e la cannella erano usati molto più dalle donne come cosmetici assieme al burro. Contrariamente a quanto si pensi, i Romani amavano molto i vegetali e le erbe aromatiche, il grasso più impiegato era l'olio d'oliva che Apicio distingue in buono e in verde, quest'ultimo più pregiato e prodotto con olive raccolte anticipatamente. Le regoli di tale gastronomia erano la somma di molti sapori e la mescolanza di dolce e salato, l'uso abbondante di erbe aromatiche e di salse a base acida stemperate in aceto o agresto, succo di uva acerba schiacciata e aromatizzata, oltre a quelle prodotte con pesci di mare o addizionate di sale, miele e mosto cotto come dolcificanti. Alterazioni Cause Vini più colpiti Effetti | |||
Casse ossidasica | Ossigeno ed enzimi ossidativi | Bianchi, soprattutto ottenuti da uve un po’ ammuffite | Colore scuro, brodo di castagna, iridescenza e torbidità nei vini bianchi, imbrunimento nei rossi; odore maderizzato e sapore di cotto |
Casse fosfatica | Eccesso di ferro | Bianchi | Torbidità con precipitato bianco-grigiastro e lattiginoso causato da fosfato ferrico |
Casse ferrica | Eccesso di ferro | Bianchi e rossi | Torbidità con precipitato bluastro causato da fosfato ferrico |
Casse proteica | Composti tra proteine e tannini | Bianchi e rossi | Torbidità con precipitato biancastro |
Casse rameose | Eccesso di rame | Bianchi | Presenza di composti tipo “verde rame” (rame e zolfo) causano torbidità e precipitati giallo-rossastri |
Difetti Cause Vini più colpiti Effetti | |||
Odore e sapore di tappo | Tricloroanisolo e altre sostanze prodotte da muffe e batteri | Bianchi e rossi | Odori e sapori sgradevoli di sughero |
Odori e sapori da composti solforati | Eccesso di anidride solforosa, assenza di O₂, travasi non effettuati | Bianchi e rossi | Odori di uova marce, aglio, in generale sgradevoli, amari e pungenti |
Odori e sapori di metallo | Eccesso di ferro, zinco e rame, uso di attrezzature vecchie | Bianchi e rossi | Odori e sapori amari e sgradevoli |
Odori e sapori di muffa e marcio | botti mal conservate con sviluppo di muffe | Bianchi e rossi | Odori e sapori sgradevoli |
Odori e sapori di vecchio e fusto | Botti mal conservate | Bianchi e rossi | Odori e sapori che ricordano quelli di tappo |
Odore e sapore di feccia | Travasi inadeguati e lungo contatto del vino con le fecce | Bianchi e rossi | Odori sgradevoli e di marcio |
Odore e sapore di svanito (mal della bottiglia) | Travasi con eccessivo arieggiamento | Bianchi e rossi deboli | Odori sgradevoli, sapore amarognolo, piatto e mollo |
Odore e sapore di maderizzato | Ossidazioni | Vini deboli, soprattutto bianchi | Odori sgradevoli dovuti a composti di ossidazione come acetaldeide e altri |
Malattie Cause Vini più colpiti Effetti | |||
Fioretta | Lieviti (Pichia, Candida, Hansenula) | Vini deboli | Velo biancastro in superficie; odore di svanito; sapore piatto |
Spunto e ascenza | Batteri acetici (aerobi) | Vini deboli con basso contenuto in alcol | Aspetto velato; odore pungente di aceto (composti ossidati come acido acetico, acetaldeide, acetato di etile; sapore duro e aspro |
Filante | Batteri lattici (anaerobi) | Bianchi e rosati con residuo zuccherino, poco alcol e scarsa acidità fissa | Aspetto simile all’olio, dovuto alla presenza di sostanza vischiose e mucillaginose; odore di rancido; sapore fiacco |
Spunto lattico o agrodolce o fermentazione mannitica | Batteri lattici (anaerobi) | Vini con residui zuccherini | Torbidità; odore di frutta stramatura; sapore agrodolce, dovuto a mannite, acido acetico e lattico |
Girato o fermentazione tartarica | Batteri lattici (anaerobi) | Vini poveri di acidità fissa | Colore spento; torbidità, leggera effervescenza; odore pungente; sapore piatto molto sgradevole |
Amarore | Batteri lattici (anaerobi) | Rossi vecchi | Colore sbiadito con tonalità giallastre; odore pungente e molto sgradevole; sapore amaro |